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gennaio 1st, 2021 by derdone

Il gioco d’azzardo italiano viene preso a schiaffi

Oggi più che mai gli addetti ai lavori del gioco pubblico non sanno se le loro attività riusciranno a riaprire, seppure al 15 gennaio 2021: data nella quale dovrebbero terminare le chiusure imposte a tutte le imprese di gioco che più di tante altre hanno dovuto subire i vari provvedimenti imposti con gli svariati Dpcm. Chiusura che era stata annunciata ed alla quale le attività ludiche hanno dovuto fare “buon viso a cattivo gioco” e si sono dovute adeguare ma che ora, però, possono diventare più “pesanti” da sopportare economicamente, ed anche più severe, se si guardano i tanti assembramenti tra le vie centrali delle varie città per conquistare un regalo di Natale. E ciò come se quest’anno tale festività potesse essere normalmente vissuta, mentre purtroppo si sa che “nulla sarà come prima” nemmeno il Natale e quando ancora non si riesce a sapere se si potrà passare con i nostri cari, oppure in sconsolata solitudine.

Ma il “permesso” di fare acquisti natalizi ed anche quello di farsi qualche aperitivo quello si vede, vuoi perché “si può fare legalmente”, vuoi per certi atteggiamenti sconsiderati che non rispettano i famigerati Dpm che stanno costellando la nostra attuale vita durante l’emergenza pandemica. I contagi continuano a salire e stanno già facendo pentire di aver concesso qualche spiraglio di libertà poiché, evidentemente, la popolazione non lo sa rispettare e subito si interpreta come un “liberi tutti”: e non sono fantasie. Infatti, i servizi giornalistici di cui si disquisisce in questi giorni riportano immagini ed interviste con soggetti in coda davanti ai brand più famosi, qui non si parla di siti migliori italiani per giocare al casino virtuale, oppure di persone che curiosano dinnanzi alle vetrine scintillanti anche quest’anno per le festività e che vogliono conquistare la fiducia delle persone ed abbattere il timore che la pandemìa giocoforza ci ha trasmesso.

Però, di fronte a tutto questo assembramento indiscutibile e sinceramente parecchio allarmante, il mondo del gioco si sente ancor più “schiaffeggiato” dalle scelte del Premier Conte. Il Presidente del Consiglio che non ha mai pensato, nemmeno per un attimo ad aprire le attività di gioco, seppur in questo comparto non si sia mai rivelato alcun focolaio di contagio. É alquanto evidente che al nostro Esecutivo “piace” prendere a schiaffi il mondo dei giochi, le sue imprese ed i suoi operatori, mentre per altre attività si è scelto di tenerle aperte per accontentare qualche categoria, ma di certo avendo riserve mentali notevoli per l’emergenza sanitaria. Tanti scrupoli o tanti pensieri od ancora tanto riguardo che sicuramente non è stato messo in campo per il già bistrattato settore ludico e per i suoi addetti ai lavori: e non ha neppure pensato, o se lo ha fatto non è stato comunicato ufficialmente, alla situazione economica disastrosa che si è creata nelle “sue Riserve di Stato”, riflettendo anche per un minuto soltanto su quante imprese non potranno riaprire a gennaio prossimo.

Senz’altro è stato provveduto per qualche impresa, ma sicuramente non per tutte, ai “ristori” che avrebbero dovuto coprire una chiusura delle attività per un determinato periodo di tempo “corto”. Ma, purtroppo, ora le saracinesche abbassate rimarranno tali ancora per un bel po’, quindi? Anche questo fa parte degli “schiaffi istituzionali” che vengono riservati al comparto dei giochi, mentre si insiste ancora oggi nella valutazione che le attività ludiche sono di rischio medio/alto per i contagi: ma da cosa discenda questa idea non è dato sapere. D’altra parte si è, purtroppo, abituati a subire imposizioni con i Dpcm senza che ne vengano esposte spiegazioni o chiarimenti e ciò non può rendere felice alcun imprenditore, indipendentemente dal fatto che si tratti di gioco o di altro settore. Questo forse è stato uno degli errori più eclatanti che il Premier continua a fare e se come detto più di una volta “sbagliare è umano, ma perseverare è (indubbiamente) diabolico” risulta quasi insultante l’intelligenza degli operatori.

Ma mentre gli operatori, che offrono anche il bonus giri gratis casino, si ”leccano le ferite” del Coronavirus e dei Dpcm da nord a sud dello Stivale si continuano a vedere immagini di gente che si accalca irresponsabilmente per gli acquisti, anche se con la mascherina. Immagini che incutono davvero paura per tutti i sacrifici che sono stati fatti sino ad ora e se si affiancano alle immagini delle terapie intensive negli ospedali. Di certo l’attuale situazione pandemìca non è come quella della prima ondata, ma suscitano ugualmente tanta rabbia per la disperazione delle persone che vengono coinvolte dal Coronavirus e che, purtroppo, non ce la fanno. Ma è possibile che le immagini del dolore siano già state “archiviate” e che si corra per le strade alla ricerca dei regali di Natale come se la pandemìa non avesse funestato l’intero Pianeta? E di fronte a tale spettacolo ci si domanda come si può sentire un operatore del gioco pubblico che oggi si trova nella più grave crisi economica dalla nascita del gioco di Stato: sopratutto quando è a conoscenza che non può fare nulla contro la chiusura che è stata imposta, senza se e senza ma.

E pur rendendosi conto (l’operatore ludico) che lo “schiaffo” ricevuto dall’Esecutivo per tale chiusura creerà ancor più spazio all’illegalità ed alla criminalità organizzata che gestisce il gioco d’azzardo illegale. Con la speranza, poi, che il Dpcm del 3 dicembre scorso non subisca cambiamenti proprio in virtù della presa di conoscenza degli assembramenti e della confusione che regna oggi nelle strade, nelle fiere all’aperto ove sono consentite per il momento, alle movida, ed alle risse dei minorenni che riescono ad organizzarsi per “darsele di santa ragione”, ovviamente senza mascherine, che sono riusciti ad inventare un “nuovo modo di incontro”. E se le chiusure si allungassero ad oltranza oppure se dovesse subentrare un lockdown generale derivante proprio da quelle immagini che hanno lasciato sinceramente basiti? Risulta evidente, che l’esperienza del mese di luglio ed agosto, con i guai che si sono riflettuti in settembre, non ha insegnato nulla. Ed intanto il gioco pubblico continua a prendere “schiaffi” dall’Esecutivo e rimane chiuso.